CENTRO ITALIANO DI POESIA 

 

  • La pagina facebook del "Centro Italiano Di Poesia": Qui

 

Ai 2770 anni della splendida Roma e al "biondo Tevere" che ne ha determinato la nascita 

   LA COMMOVENTE ORAZIONE FUNEBRE DI GIGI PROIETTI IN MEMORIA DELL'AMICO GIORGIO CAPITANI 

"Preghiera degli Artisti"


O Signore della bellezza, Onnipotente Creatore di ogni cosa, 
Tu che hai plasmato le creature imprimendo in loro l’impronta mirabile della tua gloria, Tu che hai illuminato l’intimo di ogni uomo con la luce del tuo volto, volgi su noi il tuo sguardo e abbi pietà di noi, della nostra debolezza, della nostra povertà, volgi i tuoi occhi sul nostro lavoro, sulle nostre fatiche di ogni giorno, guardaci, siamo artisti, i tuoi artisti.
Siamo pittori, scultori, musicisti, attori, poeti, danzatori, 
siamo i tuoi piccoli che amano vivere sulle ali della poesia 
per poterti stare più vicino, e per aiutare i fratelli a guardare più in alto nel tuo cielo e più in profondità nel loro cuore. 
Perdonaci se siamo fragili e incostanti, ma siamo uomini, 
donaci la tua forza, quella che scopriamo nella tua Parola, quella che sentiamo nella tua grazia, quella che riceviamo dalla tua Eucaristia, da quel pane spezzato che è comunione, fraternità e gioia.
Ti preghiamo per noi, per tutti gli artisti, per il mondo distratto, 
fa che possiamo aiutare tutti gli uomini a scoprire qualcosa di Te, attraverso la nostra arte. 
La nostra vita sia un canto di lode alla tua bellezza e le nostre opere i raggi luminosi che illuminano le strade degli uomini. 
Donaci il tuo perdono e la tua benevolenza, donaci il tuo spirito di sapienza e di bellezza, ispiraci con il tuo amore e la tua grazia, donaci ali stupende affinché con l’arte ci innalziamo fino a te. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, Signore e fratello nostro. Amen.

GIORGIO CAPITANI GIORGIO CAPITANI

 Alla Galleria del palazzo ducale dei Castromediano - Cavallino (Lecce)  dal 25 marzo al 30 aprile 2017

 è allestita la mostra

 

«Il Barone di Münchhausen»

            di Giancarlo Montelli

Luigi Magni Luigi Magni

L’OTTAVO RE DI ROMA – omaggio a LUIGI MAGNI
a cura di Giovanni Bocci, Enrico Papa, Andrea Pergolari

dal 22 al 26 Febbraio 2017 al Teatro Le Sedie di Roma

L'OTTAVO RE DI ROMA-OMAGGIO PERTURBATO ALL'ARTE DI LUIGI MAGNI
Piacerebbe a Gigi ?
Credo proprio di sì. Un'operazione semplice, vera, affettuosa per ricordarlo nei suoi aspetti più vari: sceneggiatore, regista, paroliere, intellettuale, grande conoscitore della storia in genere e di quella di Roma in particolare e ricordarlo soprattutto come uomo nel suo lungo sodalizio sentimentale ed artistico con la moglie scenografa e costumista Lucia Mirisola e tramite le parole, i racconti e gli aneddoti dei tre attori presenti (Enrico Papa, Edoardo Sala, Sebastiano Busiri Vici) che con lui hanno lavorato nel cinema.
Perla iniziale il filmato curato dal regista Massimo Castellani introduce allo spettacolo mostrando immagini e riprese di Gigi e Lucia e spezzoni dei loro film. A seguire, la proiezione di alcune scene dei film cui hanno partecipato gli attori presenti; poi, sul palco del Teatro Le Sedie, si susseguono musiche, cori, brani tratti da testi teatrali e cinematografici di Magni in una sequenza molto mossa e gradevole nell' alternarsi degli attori sul palco.
A intervallare i due tempi della rappresentazione l'audio di una interessante intervista concessa dal regista ad Andrea Pergolari, direttore del teatro e curatore dello spettacolo insieme a Giovanni Bocci ed Enrico Papa, con la voce di Gigi che sembra ammonirci dall'Aldilà, invisibile ma presente per introdurci alla seconda parte divertente e trascinante.
Applausi calorosi del pubblico che pare non accorgersi delle oltre due ore di spettacolo e anzi si sofferma volentieri ad ascoltare ulteriori episodi che li avvicinino alla conoscenza più intima di Magni.
Onore ai musicisti e agli interpreti: Giovanni Bocci (voce e tromba), Violetta Sala (flauto), Luca Menicucci (chitarra), Giulio Viglianti (batteria), Elvira Cappelletti, Elona Nderjaku (coro); Enrico Papa, Edoardo Sala, Sebastiano Busiri Vici e Rosella Petrucci attori che si prestano spesso con divertimento all'accompagnamento corale.
A impreziosire l'operazione-omaggio, sulle nere pareti del teatrino sono esposti numerosi "pizzini" di Gigi (messaggi e disegni su carta tramite i quali comunicava con Lucia) a ricordarci la sua origine artistica come disegnatore e vignettista al "Marc'Aurelio".
(sm)

  Pirandello e il tormento del vivere

 

   Un uomo che fugge da se stesso, un’occasione per raccontarsi, incubi che si materializzano. Questi i cardini della rappresentazione alla quale abbiamo assistito al teatro “Le Sedie” di Roma, una versione de “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello con la regia e nell’interpretazione di Enrico Papa.
Nel nero teatrino, rischiarato da due fasci di luce, si assiste a una confessione, uno svelamento di sé che l’uomo , dalla sua seggiola sul palco, rivolge a noi pubblico, tutti avventori della vita, inconsapevoli e distratti in un mondo di apparenze mentre nell’altro fascio di luce, più vivido, in platea, una donna, inanellando con imperturbabile costanza le maglie di una sciarpa rosso sangue, porge con malcelata noia le battute dell’avventore a condiscendere alle reiterate domande dell’uomo. Un allestimento nuovo e sorprendente che coinvolge e affascina per la profonda semplicità di una grande interpretazione che restituisce la Verità dell’Uomo e il suo tormento. A seguire una bella, varia scelta di poesie di Pirandello, aspetto letterario meno conosciuto dell’autore, recitate da Enrico Papa e Maria Teresa Toffano, a renderci ancora partecipi delle tematiche già presenti nel testo precedentemente rappresentato.
Applausi calorosi e meritati per gli interpreti.

 

Carla dall’Ongaro ( Corriere Web - Roma 18 Dicembre 2016)