Il terzo giorno

Mostra sui temi del rapporto uomo - Natura, sostenibilità e ambiente

 

Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

Libro della Genesi -1- 9/13

 

Tramite queste parole è accolto e avvolto il visitatore nell’atmosfera di una Mostra che nelle intenzioni del suo curatore Didi Bozzini  “facesse dell’ecologia estetica” mettendo insieme “una sorta di biodiversità estetica” per mezzo di forme artistiche molteplici: pittura, grafica, fotografia, scultura, installazioni che sinergicamente contribuiscono a tracciare un itinerario guidato per condurre, attraverso un percorso emozionale articolato che si snoda a partire da un sentimento di stupore, incanto, meraviglia, senso di inadeguatezza, ad approdare poi a quello di onnipotenza, violenza e conseguente sgomento al cospetto degli effetti catastrofici determinati da tanta rovinosa supponenza.

Così l’arroganza prepotente con la quale l’uomo si è rapportato con la Natura, evocata inizialmente come Eden, si palesa in un percorso di distruzione con effetti devastanti ed esiti inaspettati benché inevitabili.

Questo evidenzia potentemente una Mostra ricchissima di opere di numerosi artisti internazionali distribuite in sale tematiche su tre piani espositivi; un monito visionario ed evocativo, un invito ad una ritrovata armonia, a un ricongiungimento solidale con tutte le forme che fanno di questa nostra Terra il prodigio di equilibri che ne hanno determinato la creazione, offrendo “uno sguardo nuovo e inaspettato sul tema della sostenibilità”.

Illuminante nella sua sintesi la poesia di Sandro Penna che campeggia sul sito dell’evento:

“Il mondo che vi pare di catene / tutto è tessuto d’armonie profonde.”                

Inaugurata il 20 aprile, resterà aperta fino al 1° luglio 2018.

Parma si prepara, ricca di Eventi e curatissima nella sua offerta, al ruolo di  capitale italiana della cultura 2020.

 

Stefania Minnucci

Parma, 25 aprile 2018

 

Alcune delle opere esposte