Settimana Montaliana

 

 

 

Enrico Papa  con il Centro di Poesia Sant'Emiliano alla "Settimana Montaliana" 

 

 

         Enrico Papa con la sua luce, invoca e si ferma su immagini rubate alla realtà, immagini che di essa vogliono squarciarsi e "Non recidere forbice quel volto", inizia in un "freddo" che diventa calore vivo e sensazionale di poesia montaliana. La stessa luce che brilla negli occhi dell'attore Papa e in quelli di Papa uomo, perché forse in qualche attimo l'uno ha capito l'altro, e insieme hanno cercato il tempo e l' immenso nella poesia di Montale, eternizzando la poesia di speranza. Papa ferma il tempo di Montale, lo dilata e lo scandisce in una vita ancora pulsante, ancora viva, quella di Montale appunto.

Ascoltando Papa, si va come in crisi, si ascolta quasi la voce di Montale, la si assapora e la si condivide attraverso la bellezza della poesia.
Forse non esisterà un'altra interpretazione così profonda, così viva, così da portarci direttamente nella testa e nelle mani di Montale. Nella dimensione di Montale. Papa riesce a portarci in quella dimensione amata, anelata e angosciata da Montale, quella che sta lì, dietro l'angolo, dietro la realtà.

Quello che è certo è che entrambi, Papa e Montale ci consegnano alla vera realtà di ogni uomo che "sente", ovvero quella poetica.
Congedandosi Papa si stringe forte al maestro e ancora ci lascia la sua speranza, come un "girasole impazzito di luce". 

 

                                                                                                                                                                                                                (Miriam de Vita)

 

Corriere del web.it  (3 Ottobre 2014)

 

io e Montale...oltre la parola


POESIA, SI COMINCIA DA EUGENIO MONTALE E NON SI SA DOVE SI VA A FINIRE. FORSE SI FINISCE A FEDERICO FELLINI E AL SUO ALTER EGO MARCELLO, E ANCHE A SERGIO LEONE E ALLA SUA PREFERITA, CLAUDIA CARDINALE...NON C'E' UNA FORMULA...AL TEATRO LE SEDIE, VICOLO DEL LABARO 7, ROMA...

...sono stato invitato da Enrico Papa e Andrea Pergolari per due giorni,mercoledì 1 e giovedì 2 ottobre. Loro sono i padroni di casa, diciamo così. Enrico, attore, dirà le poesie di Eugenio Mortale, un poeta che lui ama e che sta tornando a diffondere con intensità nel Nord Italia e ora approda a Roma, dove ha vissuto e torna volentieri. Enrico, ne ho già parlato, è uno di quei personaggi riservati che stanno riprendendo le strade della poesia. Mi ha chiesto, con Andrea, di fare due cose nella Settimana Montaliana: due pomeriggi dalle 18 alle 19-19.30 per aggiungere qualche idea sulla poesia e ho deciso di fare una proposta che sa di sfida. La poesia viaggia in superficie e in profondità. Io l'ho cercata in Maria Callas innamorata di Pier Paolo Pasolini, che non la poteva amare, in due miei lavori: il film "Non solo voce: Maria Callas" e nel libro "Così amavano, così ameremo?". L'ho cercata in un allegro e pensoso Fellini che ha rovesciato nel suo alter ego Marcello Mastroianni (grazie Giovanna per la bella foto) l'idea di se stesso, un ego poetico. A proposito: proprio in questi giorni Marcello avrebbe compiuto 90 anni). La poesia l'ho cercata in Sergio Leone che ha cominciato le sue fantasticherie nella scalinata di Trastevere da dove , bambino, precipitava su una sorta di slitta con atri bambini "sfruttando la pipì per andare veloci". Da allora ha continuato a inseguire le poesie alla sua maniera tra gli sposati killer dei western e nei suoi "c'era una volta", come ho raccontato in un libro e in un piccolo film. Dunque: alle 18 mercoledì 1 e giovedi 2 ottobre. E subito dopo, ma prima di tutto, alle 21 l' Eugenio Montale interpretato da Enrico Papa, bravo e generoso, In vena di vivere in poesia. 

Italo Moscati