io e Montale...oltre la parola

Si parte dalla contrapposizione del vissuto della persona ( io ) scandito dalla poetica Montaliana (Montale)
La realtà oggettiva e la realtà poetica .
La poesia osserva e commenta la vita.
La vita si consola con la poesia e comprende il suo cammino perché la poesia glielo indica.

Montale quindi vissuto nell’esperienza delle nostre vite, la sua parola come parabola del quotidiano mistero che ci avvolge come nebbia che cerchiamo di penetrare, i suoi versi espressione del nostro stesso pensiero. Vissuta pertanto la poesia, non recitata, abbraccia un arco del percorso del protagonista che evoca così, grazie a un’immedesimazione con il poeta, i propri fantasmi.
Le liriche montaliane vengono proposte con il loro intero bagaglio di sofferenza, affrontata grazie alla più difficile delle virtù “la decenza quotidiana”, il coraggio del vivere.
 
 
 
 

introduzione:

 

“Ho bussato disperatamente …” potrebbe anche essere il titolo di questo percorso di riflessione.

Nell' accoglienza austera e semplice di una pieve “dove le pietre parlano”, come ha percepito ed efficacemente comunicato Italo Moscati, lontani dal rumore che è sottofondo alle nostre vite e che nelle estati votate allo svago forzoso si amplifica, componiamo attraverso la parola di Eugenio Montale la trama del nostro esistere. La sua continua ininterrotta biografia poetica ci conduce oltre il contingente, là dove il “miracolo “, forse, può manifestarsi.

Siamo qui, voi e noi, per ascoltare un invito, per lasciare fuori da questo ambiente che ci accoglie - solenne,austero e semplice - il chiasso che avvolge e stordisce le nostre vite.

Cercare di entrare nel discorso poetico di Montale è lasciarsi condurre da quel filo che percorre tutta la sua opera, il suo lungo discorso “ininterrotto”.

La mia poesia non è un messaggio, è un invito alla speranza.

Una speranza che condividiamo in questo nostro incontro: speranza di godere della bellezza della poesia.