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LA CARRIOLA

di Luigi Pirandello

nella interpretazione di Enrico Papa

introduzione di Bruno Pischedda

In una Milano dal “cielo di Lombardia” bellissimo e, purtroppo, dal traffico congestionato ci ha accolto la sala auditorium dello Studio La Scala per un evento che, ideato per i collaboratori dello studio, è stato aperto a un pubblico più vasto e molto interessato. Incentrato sulla novella di Pirandello, ha visto l’intervento del professor Bruno Pischedda (docente di letteratura moderna presso l'Universita' degli studi di Milano) a precedere l’interpretazione di Enrico Papa.

Il professore ha introdotto l’argomento trattato con una relazione magistrale, inquadrandolo nell’epoca, nella tematica dell’autore e nella sua esperienza umana e artistica, citando a buon ragione anche il dadaismo quale contaminazione  presente nel gesto liberatorio, grottesco ancor più che umoristico del protagonista, avvocato stimatissimo e osannato, soffocato nell’ingessatura del ruolo che deve interpretare per tutti “quelli che mi vogliono così e non altrimenti”.

L’interpretazione, a seguire, di Enrico Papa, calibratissima e al contempo molto sfaccettata, a rendere tutti i turbamenti, gli interrogativi, i sogni, i cedimenti, le rinunce e le ribellioni che convivono in una giostra di alterni sentimenti nell’animo del protagonista, ci ha coinvolti  in un esame collettivo sulle nostre stesse“mancanze”, sull’aspirazione a quel qualcosa di impercettibile e sempre anelato, forse per la sua stessa assenza, che balena talvolta anche nella nostra mente in una percezione evanescente e distante.

E il gesto eclatante, segreto e inconfessabile di liberazione e vendetta del quale l’esimio “commendatore, professore, avvocato” ci rende partecipi assume nell’interpretazione di Enrico Papa la provocatorietà dissacratoria propria del dadaismo, in completa consonanza con l’analisi esposta precedentemente dal professor Pischedda.  Quando il sentimento artistico percepisce con istinto la profondità del testo, oltre la razionalità !

Applausi caldissimi, pubblico entusiasta della rappresentazione di questa novella molto complessa, nella quale il pensiero di Pirandello è già tutto presente: la maschera, il ruolo, le convenzioni borghesi, la prigione della forma, la necessità della ribellione tramite un atto di follia liberatoria, in una interpretazione apprezzatissima e stupefacente. Ne abbiamo avuto conferma di tale soddisfatta partecipazione nel corso del buffet che ha permesso un interessante scambio tra i presenti molto coinvolti.

 

(s.m.) Milano 4 dicembre 2018

 

 

La carriola

"...una vita remota, che forse era stata sua, non sapeva come né quando; di cui gli alitava il ricordo indistinto non d’atti, non d’aspetti, ma quasi di desiderii prima svaniti che sorti; con una pena di non essere, angosciosa, vana e pur dura, quella stessa dei fiori, forse, che non han potuto sbocciare" ( da  "LA CARRIOLA " )

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“Ho bisogno della bellezza, così come amo ogni anelito dell’uomo per compararsi a essa. Rinuncerei a qualsiasi merito artistico pur di riuscire a fare della mia vita un’opera d’arte”. (Ermanno Olmi)

Zio Vanja

Che fare, bisogna vivere

Noi vivremo, zio Vanja. Vivremo una lunga, lunga sequela di giorni e di interminabili sere; affronteremo pazientemente

le prove che il destino ci manderà, adesso e in vecchiaia, senza conoscere riposo. E quando verrà la nostra ora,

moriremo rassegnati e là, nell'oltretomba, diremo che abbiamo sofferto, che abbiamo pianto, che abbiamo conosciuto

l'amarezza, e Dio avrà pietà di noi e tu ed io, zio, caro zio, vedremo una vita luminosa, meravigliosa, splendente; noi ci.

rallegreremo e, commossi, ci volteremo a guardare le sciagure di oggi, con un sorriso, e riposeremo. Io credo, zio, credo

ardentemente, appassionatamente..Riposeremo!

Riposeremo! Sentiremo gli angeli, vedremo il cielo cosparso di diamanti, vedremo tutto il male della terra, tutte le

nostre sofferenze annegare nella misericordia che colmerà di sé il mondo, e la nostra vita diverrà quieta, tenera, dolce,

come una carezza. Io credo, credo..Povero, povero zio Vanja, tu piangi...Non hai conosciuto gioia nella tua vita, ma aspetta, zio Vanja, aspetta... Riposeremo...Riposeremo!     ( da ZIO VANJA)