HOME   /  La poesia contemporanea   /  Fabio Strinati

Preludio                                                               

 

 

La voce arranca, arretra tardiva al tramonto

crepa e sospira,

 

consuma un tempo nell’ambiguo vuoto circostante,

 

mentre scompare il vento che lì finisce e straripa.

 

(poesia inedita, gentilmente concessa dall'autore)

 

 

Se fossi morto prima

 

Se fossi morto prima...

la chiazza del mio essere uomo di miscugli e di fiori

appassiti, mi ha condotto a voi col capo chino e remissivo,

il volto stanco e pieno di rughe e il mio cuore  in trappola

dei suoi stessi sentimenti di stampigliatura;

ora, cerco solo di accoppare il mio tempo già finito,

e di bermi un goccio forte, in un’osteria dell’angolo.

 

 (poesia inedita, gentilmente concessa dall'autore)

Interrogativo

 

 

Quando ho paura del domani, mi aggrappo

alle tante foto appese al muro nella mia stanza:

tengo stretto il mio cuscino,

come l’amore è quell’equilibrio che tutto

scompone e ricompone,

come una foto di famiglia che raggruppa

l’unica foto di un istante, di un’eternità infinita.

 

(poesia inedita, gentilmente concessa dall'autore)

Lungo addio

 

Un lungo addio è

oltre le montagne figlie della vecchiaia e del tempo,

consumato dal suo stesso addio,

con gli occhi dell’anima,

dentro il cerchio immobile di un lago colorato di grigio,

disegnato dentro,

che già si dona esanime

alle troppe sofferenze che soffiano nel vento

tra le anime tremolanti, in un profondo

infinitamente finito !

 

(poesia inedita, gentilmente concessa dall'autore)