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Parma si fa bella

 

Nel proseguire il conto alla rovescia che la porterà a diventare la Capitale Italiana della Cultura nel 2020, Parma si fa sempre più bella e generosamente si offre alla vista dei visitatori interessati e curiosi con le sue ferite e le sue opere di restauro.
Ci riferiamo nello specifico all’occasione unica che ci è stata offerta della visione del rosone della chiesa di San Francesco del Prato, chiesa la cui secolare storia religiosa, poi carceraria, con un ritorno recente alla vocazione originaria è appassionante e singolare.

E in quella vertigine di meraviglia, ad altezze consentite solo agli “uccelli del cielo”, la bellezza ci si è palesata in un percorso di conoscenza ed emozione rare.

 

sm

Fresco di stampa il bel libro di Angelo Zito, dedicato all'amata città di Roma, nel suo dialetto

 

e del quale pubblichiamo una poesia

Er libbero arbitrio

 

Si t'arzi mezzo assonnato la matina

co' la chicchera de caffè callo ne la mano

t'avvicini a li vetri e guardi fora 

pensi a quanto te pò capità ne la giornata 

nun sai che appena sorti da la porta

er distino ha già guasi tutto scritto

...guasi tutto

e in quella fissura tra er guasi e er tutto

te devi dà da fà, c'è tanta robba.

Cammina omo cammina.

 

 

 

Le molte lingue della poesia

…Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture…

 

Se l’evento poetico “Le molte lingue della poesia”. Intendeva dimostrare che la poesia è musica, armonia che sussurra all’orecchio, ben oltre la lingua della quale si serve, oltre l’immediata comprensione, ecco, ha colpito certo nel segno.
Nello scenario suggestivo della Villa Romana di Desenzano del Garda, già a conclusione della prima serata di incontri con i poeti Josip Osti, Maram-Al-Masri e Sotirios Pastakas, questa sensazione ci accompagna e ci avvolge. 
Ancor prima di cogliere il senso delle parole pronunciate, grazie alla traduzione delle stesse su uno schermo, siamo stati avvinti dalla sonorità armoniosa dei versi letti dagli autori che, in un volo poetico partito dalla Bosnia con il primo, attraversando la Siria della seconda, sono approdati alla Grecia di Sotirios Pastakas.
Il viaggio è stato ardito e morbido, vertiginoso, commovente, lieve, ha fatto risuonare corde pronte a vibrare sotto un tocco impercettibile e insieme potente donando una sensazione di dissolvimento e comunione con la natura e la storia nella quale eravamo immersi.
Sarà poi perché il greco è la lingua sicuramente presente nel nostro patrimonio genetico e letterario, sarà per la prorompente carica vitale e ironica di Pastakas, per la sua indiscutibile conoscenza delle infinite sfumature dell’animo umano, la serata si è conclusa con grandissima partecipazione e coinvolgimento. 
Si prosegue oggi con il secondo ed ultimo incontro con i poeti: Giancarlo Cavallo, Juan Carlos Mestre e Barbara Korun.

sm

Anna Spissu

Orazio Costa Giovangigli 

Un libro su Orazio Costa Giovangigli, un richiamo, una sirena, un invito atteso (e un ricordo dovuto) verso chi al teatro, agli attori e al pubblico ha donato una vita. Siamo accorsi a Milano al Chiostro Nina Vinchi in occasione della presentazione del libro di Laura Piazza che si è avvalsa dell'intervento di  Luigi Allegri, docente di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università di Parma, e Gianni Turchetta, docente di Letteratura italiana contemporanea all'Università degli Studi di Milano, per partecipare e rendere omaggio all'uomo che abbiamo conosciuto attraverso i suoi lavori e non solo, dato che tra noi possiamo annoverare un suo allievo dell'Accademia, nonché attore in numerose sue regie. Forse per questo siamo rimasti un po' delusi, non tanto dal libro - che siamo in attesa di leggere - quanto dalle reiterate speculazioni un po' farraginose sulla "mancata sistematizzazione" del suo metodo, considerazioni che non hanno restituito, a nostro avviso, la grandezza poetica e "rivoluzionaria", come solo la poesia sa essere, dell'uomo, del Maestro e del regista che ha segnato un'epoca del teatro italiano e "imprintato" generazioni di registi e attori.

 

s.m.

Milano, 29 maggio 2019

al  PICCOLO TEATRO DI MILANO -TEATRO D'EUROPA

29 maggio 2019
Chiostro Nina Vinchi 

Laura Piazza, studiosa di discipline dello spettacolo e attrice, presenta il suo libro L’acrobata dello spirito. I Quaderni inediti di Orazio Costa edito da Titivillus. Intervengono Luigi Allegri, docente di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università di Parma, e Gianni Turchetta, docente di Letteratura italiana contemporanea all'Università degli Studi di Milano. Modera Anna Piletti.

 

Laura Piazza, studiosa di discipline dello spettacolo, docente di Storia del teatro presso la Scuola per attori “Orazio Costa” della Fondazione Teatro Nazionale della Toscana e attrice, presenta il suo libro L’acrobata dello spirito. I Quaderni inediti di Orazio Costa edito da Titivillus.
Regista teatrale e direttore artistico, Orazio Costa è uno dei massimi esponenti della pedagogia teatrale europea del Novecento, «ideatore del principale metodo di formazione per l’attore elaborato in Italia, il metodo mimico, impartito a generazioni di allievi in più di cinquant’anni di attività. Insieme all’importante pratica registica, esso è il tassello di una più generale riforma della scena. Questo studio si concentra sui quaderni inediti di Orazio Costa, conservati nel suo archivio personale, cogliendo dalla voce del maestro gli approfondimenti di un pensiero intorno all’essere uomo che fa l’attore, protagonista della riappropriazione della dimensione rituale della scena, cui è riservato l’officio della parola, il verso dell’uomo. Ripercorrendo fedelmente l’itinerario intellettuale e spirituale tracciato dal regista nei suoi scritti personali, si offre per la prima volta una via d’accesso diretta al metodo per quanti vogliano accostarvisi. L’umanesimo integrale proposto da Costa, nel libero confluire di istanze registiche e pedagogiche, viene ricostruito e valorizzato come uno dei principali anelli di congiunzione della sperimentazione italiana all’avanguardia europea».

Alla presentazione intervengono Luigi Allegri, docente di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università di Parma, e Gianni Turchetta, docente di Letteratura italiana contemporanea all'Università degli Studi di Milano. Modera Anna Piletti.

 

 

Il 23 maggio ANGELO ZITO presenta presso la Biblioteca Casanatense il suo libro di poesia

 

"CHICCHERE E CHIACCHIERE PE' LE STRADE DE ROMA"

 

LA CARRIOLA

di Luigi Pirandello

nella interpretazione di Enrico Papa

introduzione di Bruno Pischedda

In una Milano dal “cielo di Lombardia” bellissimo e, purtroppo, dal traffico congestionato ci ha accolto la sala auditorium dello Studio La Scala per un evento che, ideato per i collaboratori dello studio, è stato aperto a un pubblico più vasto e molto interessato. Incentrato sulla novella di Pirandello, ha visto l’intervento del professor Bruno Pischedda (docente di letteratura moderna presso l'Universita' degli studi di Milano) a precedere l’interpretazione di Enrico Papa.

Il professore ha introdotto l’argomento trattato con una relazione magistrale, inquadrandolo nell’epoca, nella tematica dell’autore e nella sua esperienza umana e artistica, citando a buon ragione anche il dadaismo quale contaminazione  presente nel gesto liberatorio, grottesco ancor più che umoristico del protagonista, avvocato stimatissimo e osannato, soffocato nell’ingessatura del ruolo che deve interpretare per tutti “quelli che mi vogliono così e non altrimenti”.

L’interpretazione, a seguire, di Enrico Papa, calibratissima e al contempo molto sfaccettata, a rendere tutti i turbamenti, gli interrogativi, i sogni, i cedimenti, le rinunce e le ribellioni che convivono in una giostra di alterni sentimenti nell’animo del protagonista, ci ha coinvolti  in un esame collettivo sulle nostre stesse“mancanze”, sull’aspirazione a quel qualcosa di impercettibile e sempre anelato, forse per la sua stessa assenza, che balena talvolta anche nella nostra mente in una percezione evanescente e distante.

E il gesto eclatante, segreto e inconfessabile di liberazione e vendetta del quale l’esimio “commendatore, professore, avvocato” ci rende partecipi assume nell’interpretazione di Enrico Papa la provocatorietà dissacratoria propria del dadaismo, in completa consonanza con l’analisi esposta precedentemente dal professor Pischedda.  Quando il sentimento artistico percepisce con istinto la profondità del testo, oltre la razionalità !

Applausi caldissimi, pubblico entusiasta della rappresentazione di questa novella molto complessa, nella quale il pensiero di Pirandello è già tutto presente: la maschera, il ruolo, le convenzioni borghesi, la prigione della forma, la necessità della ribellione tramite un atto di follia liberatoria, in una interpretazione apprezzatissima e stupefacente. Ne abbiamo avuto conferma di tale soddisfatta partecipazione nel corso del buffet che ha permesso un interessante scambio tra i presenti molto coinvolti.

 

(s.m.) Milano 4 dicembre 2018

 

 

La carriola

"...una vita remota, che forse era stata sua, non sapeva come né quando; di cui gli alitava il ricordo indistinto non d’atti, non d’aspetti, ma quasi di desiderii prima svaniti che sorti; con una pena di non essere, angosciosa, vana e pur dura, quella stessa dei fiori, forse, che non han potuto sbocciare" ( da  "LA CARRIOLA " )

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“Ho bisogno della bellezza, così come amo ogni anelito dell’uomo per compararsi a essa. Rinuncerei a qualsiasi merito artistico pur di riuscire a fare della mia vita un’opera d’arte”. (Ermanno Olmi)

Zio Vanja

Che fare, bisogna vivere

Noi vivremo, zio Vanja. Vivremo una lunga, lunga sequela di giorni e di interminabili sere; affronteremo pazientemente

le prove che il destino ci manderà, adesso e in vecchiaia, senza conoscere riposo. E quando verrà la nostra ora,

moriremo rassegnati e là, nell'oltretomba, diremo che abbiamo sofferto, che abbiamo pianto, che abbiamo conosciuto

l'amarezza, e Dio avrà pietà di noi e tu ed io, zio, caro zio, vedremo una vita luminosa, meravigliosa, splendente; noi ci.

rallegreremo e, commossi, ci volteremo a guardare le sciagure di oggi, con un sorriso, e riposeremo. Io credo, zio, credo

ardentemente, appassionatamente..Riposeremo!

Riposeremo! Sentiremo gli angeli, vedremo il cielo cosparso di diamanti, vedremo tutto il male della terra, tutte le

nostre sofferenze annegare nella misericordia che colmerà di sé il mondo, e la nostra vita diverrà quieta, tenera, dolce,

come una carezza. Io credo, credo..Povero, povero zio Vanja, tu piangi...Non hai conosciuto gioia nella tua vita, ma aspetta, zio Vanja, aspetta... Riposeremo...Riposeremo!     ( da ZIO VANJA)